Lun, 08/02/2010 - 06:34
Gli smemorati del segreto di stato
di Claudio Fava
Il Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti italiani (oggi presieduto da Massimo D’Alema, fino a ieri da Francesco Rutelli) fa sapere che nelle prossime riunioni si pronuncerà sulla congruità e proporzionalità nell’uso del segreto di Stato per il caso Abu Omar. Scrupolo doveroso, perbacco. Se non fosse che quel segreto fu agitato, invocato e infine opposto contro il processo di Milano proprio dal governo Prodi: di cui D’Alema era ministro degli Esteri e Rutelli vicepresidente del Consiglio. In una sbrigativa amnesia, Francesco Rutelli dimentica oggi ciò che affermò ieri quando, parlando a nome del Governo, accusò i procuratori di Milano Ferdinando Pomarici e Armando Spataro di «aver illegittimamente e ripetutamente violato il segreto di Stato» nella conduzione delle indagini sul sequestro dell'ex imam egiziano, di «aver violato le prerogative di secretazione del governo» e di aver operato dolosamente «l'acquisizione di materiale classificato e di elementi informativi» su cui «il governo aveva provveduto ad apporre il segreto di Stato».
Tecnicamente, oggi lo sappiamo, erano tutte balle. La sentenza che ha ritenuto (grazie al governo Prodi e ai suoi segreti di Stato) non giudicabili i vertici del Sismi, ha spiegato che Pollari e i suoi collaboratori erano colpevoli. Quel sequestro si consumò con la «compiacenza, e forse la conoscenza del Sismi, ma che di tale circostanza non è stato possibile approfondire le evenienze probatorie, pur esistenti, per l’apposizione del segreto di Stato» da parte del governo italiano.
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Dopo tanta insistenza per tentare di convincere che ormai la crisi economica è alle spalle all’improvviso è tornata la preoccupazione e si sta scoprendo che la situazione è tuttaltro che risolta, le borse crollano, i deficit dei bilanci pubblici sono guardati con preoccupazione dai risparmiatori.
Nel Paese che “meglio degli altri ha saputo affrontare la crisi” è tornata visibile, dopo decenni d'oblio, la classe operaia: quella, antica, delle cosiddette “tute blu” che sta di nuovo manifestandosi in varie forme, mettendo a nudo il dramma della disoccupazione di massa.
In questa settimana il ministero dello sviluppo dovrà affrontare la crisi di numerose aziende( Omega, Alcoa, Fiat, Eridania, Merloni, Omsa ecc.). Nel frattempo la Cgil denuncia un aumento vertiginoso delle ore di cassa integrazione, un miliardo in 15 mesi se si somma la cassa integrazione ordinaria con quella straordinaria, e Confindustria segnala che il dato della disoccupazione va calcolato tenendo conto anche dei cassintegrati e quindi raggiunge il 10,1%, valore superiore alla media Europea. Questi dati non solo smentiscono l’ottimismo del Governo ma dicono che gli industriali italiani non credono sia possibile rioccupare gli attuali cassintegrati.
L’ assemblea nazionale costituente di Sinistra Ecologia Liberta’ svoltasi il 19 e 20 dicembre scorso oltre a decidere il congresso fondativo che si terra’ all’inizio dell’estate, ad eleggere il portavoce nazionale Nichi Vendola, la nuova segreteria nazionale ha approvato anche il nuovo simbolo del partito. Simbolo che subira’ un restyling per le prossime elezioni amministrative di marzo.Verra’ infatti aggiunta al logo Sinistra Ecologia Liberta’ la scritta “con Vendola”
Egr. Ministro,
L’ultima sentenza che assolve i responsabilI della ditta EFFECI CHARTA DI Carraia Lucca, per l’incidente sul lavoro che nel gennaio 2006, costò la vita ad una operaia di 34 anni , oltre ad essere un fatto grave e anche sconcertante.
Ancora un rinvio per l’esame della proposta di legge elettorale della Regione Calabria. Un rinvio dettato da dissensi su alcuni aspetti per nulla marginali: le percentuali di sbarramento per partecipare alla ripartizione dei seggi ( qualcuno vorrebbe portarla al 15 per cento), il cosiddetto Consigliere supplente, la rappresentanza di genere, l’abolizione del listino.
Non so se il momento è stato scelto bene perché introdurre oggi il tema di un ennesimo allargamento, quando ancora non sappiamo come e quando si concluderà la piena integrazione dei Paesi dei Balcani e della Turchia, rischia di aggiungere ancora più confusione.
Perché dobbiamo aiutare gli immigrati presenti in Italia a essere cittadini del nostro paese, a ottenere la cittadinanza, un permesso di soggiorno (magari senza il calvario che oggi bisogna affrontare per il rinnovo) o il diritto di voto? Perché crediamo nell’uguaglianza e nei diritti universali. E’ un nostro dovere, oggi, essere al fianco degli immigrati: “i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno”.
Le bugie hanno le gambe corte




